Come fare il sapone di Marsiglia in casa

Scritto | da : Elisa |

fase nastro saponeEra il lontano 2007, ancora non sapevo che di lì a poco avrei conosciuto Lucia&Luigi. Già muovevo i primi passi nel magico (non sto scherzando!) mondo dellacreazione di saponi.

Avevo questa idea in testa di un gran pentolone sul fuoco, e un mestolo enorme per girare e rigirare la sostanza densa che ribolliva ore e ore dentro… per me i folli che si facevano il sapone in casa avevano un po’ l’aspetto tra Maga Magò e Amelia. Invece ho conosciuto Rossella, la mia Maestra di saponi che mi ha fato scoprire la saponificazione a freddo.

E in 20 minuti avevo già lì il mio sapone a prendere forma in un contenitore di plastica. E poi ho conosciuto Lucia&Luigi, in riva al mare, con uno dei loro primi stand. E ho capito che c’erano altri folli come me a pasticciare a far saponi.

Come fare dunque il sapone tipo Marsiglia?

Occorre prima scegliere un grasso da trasformare. L’ideale sarebbe conoscere un produttore di olio d’oliva italiano che ha da parte dell’olio d’oliva vecchio di qualche anno. Non è più buono per essere mangiato, ma perfetto per la saponificazione, soprattutto se gli ulivi non hanno ricevuto trattamenti chimici. Poi serve della soda caustica che si trova a buon prezzo in quei supermercati dedicati ai detersivi/cosmetici.

Strumenti necessari:

– un grembiule

– un termometro che resiste fino ai 110° (e scende sotto i 30°)

– un contenitore resistente al calore, non di alluminio, l’ideale è acciaio INOX o vetro PIREX

– una caraffa graduata per misurare l’acqua e preparare la soluzione caustica

– un contenitore più grande (del contenitore più piccolo) per raffreddare la soda caustica (facoltativo)

– carta da giornale

– bilancia digitale

– calcolatrice

– foglietto e matita

– guanti

– mascherina

– occhialini

– cucchiaio col manico lungo (se di legno, si rovina col tempo)

– frullatore ad immersione

– stampi per il sapone (es.contenitore/i di plastica di recupero con coperchio o  un contenitore di recupero in tetrapack con l’interno in plastica..)

– coperta vecchia

Ingredienti:

– 1.000gr di olio d’oliva
– 128gr di soda caustica
– 300gr di acqua

Come procedere:

Mettersi il grembiule. Indossare i guanti e la mascherina.

Pesare l’olio d’oliva e la soda. Pesare infine l’acqua (deve essere circa un terzo del peso dell’olio).

Versare la soda caustica nell’acqua. Importante: mai mettere l’acqua sulla soda caustica e non respirare i fumi che sprigionano durante la reazione chimica.

Aspettare che la temperatura scenda a circa 45°.

Scaldare a 45° l’olio.

Quando entrambi i liquidi hanno una temperatura di circa 45°, versare acqua + soda caustica nell’olio.

Mescolare molto rapidamente (è più veloce con un frullatore ad immersione) fino a che il sapone non raggiunge la fase detta di “NASTRO”.

La consistenza è molto più densa, il colore più chiaro e rimane in superficie se si fa colare il liquido dall’alto, tracciando dei segni.

A questo punto lo si può versare negli stampi.

Mantenere il sapone negli stampi, avvolto da una coperta, per almeno 24 ore.

Toglierlo dagli stampi (meglio con i guanti), tagliarlo a pezzi e metterlo a stagionare per almeno un mese (meglio due) in un luogo, secco e arieggiato e non colpito dalla luce diretta del sole.

La soddisfazione nel farsi il sapone da sé è impagabile. È davvero una magia.

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